24 febbraio 2008
Scuola socratica di violoncello
Questo blog è un diario sul corso di violoncello (sarebbe meglio chiamarlo laboratorio musicale) che terrò quest'anno alla Accademia Perosi di Biella. In questo primo post espongo l'idea che sta alla base del corso e vorrei che tutti gli allievi, i musicisti interessati, gli ospiti che parteciperanno agli incontri socratici possano inseririe commenti, critiche, suggerimenti e apprezzamenti. Rendiamo vivo il mondo della musica classica!
Cosa vuol dire in realtà suonare, essere artisti? E soprattutto dove si impara? Non sempre al Conservatorio, che troppo spesso, a causa di rigidi programmi ministeriali, offre percorsi un po' accademici e poco flessibili e ci allontana dall'esperienza reale. Io credo che, almeno da una certa età in poi, bisognerebbe cambiare modo di apprendere e, di conseguenza, di insegnare. Il punto di partenza non dovrebbero più essere gli esami, i concorsi, le lezioni, ma piuttosto la necessità di interrogarsi, di acquisire una capacità critica di cosa è bello secondo le proprie idee e le proprie esperienze. È proprio questa capacità di trasferire agli altri una propria esperienza che ci rende artisti. Io penso che spendiamo metà della nostra vita così, nel tentativo di comunicare qualcosa agli altri e per l’altra metà, generalmente, ci rinunciamo.
Il problema è che c’è sempre qualcuno pronto ad insegnare come si vive (e quindi per quanto riguarda la musica come si suona, come si fraseggia, come si vibra, come si fa e come non si fa) che però non ti chiede (e spesso non SI chiede...) il perché e soprattutto se sei d'accordo.
Mi piacerebbe un'"agorà della musica" in cui ci si confronti alla maniera socratica. Socrate è stato uno dei massimi esponenti della filosofia occidentale e il suo insegnamento si è basato sul dialogo, la dialettica, il confronto tra tutti, indipendentemente dalla posizione sociale o dalle differenze culturali, per giungere all'essenza delle cose e alla conoscenza di se stessi. Passeggiava nell’agorà, cuore della città, e parlava indistintamente con tutti, dal mercante al filosofo, con approccio sempre diverso a seconda dell'interlocutore, non perché volesse insegnare loro qualcosa ma per capire e riflettere su cosa la gente avesse già in testa.
Nel corso dell'anno ci saranno tre incontri collettivi dove tutti i partecipanti potranno esprimere e discutere le proprie idee in una sorta di laboratorio in cui livelli strumentali, esperienze ed età diverse si confronteranno alla pari, più sulle idee e sulle emozioni che non sull'intonazione e sulle diteggiature: un'arena in cui non ci sarà più un solo insegnante, ma tutti, me compreso, saranno al contempo allievi e insegnanti. Vorrei che ognuno sviluppasse una propria coscienza critica.
Cercherò, inoltre, di invitare degli ospiti che possano ampliare ulteriormente il discorso (pianisti, violinisti, compositori, poeti, giornalisti, musicologi, attori, ecc)
Queste lezioni saranno organizzate in mezza giornata, ogni volta si affronteranno più tematiche e il confronto sarà su vari piani: si potrà suonare, dire la propria su tutto ciò che avviene o portare un cd che piace e che può costituire argomento di discussione. Nelle modalità avremo piena libertà.
So che è un progetto nuovo, ambizioso e anche un po' rischioso.
Ma perché non provarci?
Umberto Clerici
20:00
Scritto da : umbertoclerici
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